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Militari, un dovere verso il bene degli altri

Quanto smarrimento quando capitano queste cose… Non è solo una questione legata all’arma dei carabinieri ma è un insuccesso di tutti coloro che indossano una divisa. Mi verrebbe quasi da piangere, giuro. 28 anni che porto le stellette e ho sempre cercato e trovato il modo di fare al meglio il mio dovere… esatto, puro senso del dovere verso me e verso l’istituzione che rappresento.

Molte persone ci etichettano come nulla facenti e un peso per la società. A volte penso che forse hanno ragione, e altre forse no. I dubbi arrivano, inutile negarlo soprattutto quando, come un viscido serpente che avanza, il bene del singolo è più importante del bene della collettività. Quando la voglia di lucrare e dimostrare la propria potenza supera di misura il dovere di aiutare e sacrificarsi per gli altri. A me è capitato di dover combattere e affrontare persone che ti proponevano facili guadagni in barba allo Stato.

Ma chi sono io per mettere in gioco il mio onore, la mia reputazione. Perché rischiare di trasformare lo sguardo orgoglioso dei miei figli in uno sguardo triste e commiserevole.
No, vale la pena di fare sempre il proprio dovere, anche quando le tentazioni avanzano. Un motivo? La gioia di essere liberi e fuori da ogni imbroglio. La gioia di essere utili per la propria patria e per la gente che la abita.

Lo scandalo di Piacenza deve farci riflettere: la divisa non come mezzo per intimorire e sfruttare gli altri, ma un mezzo per servire e trovare piacere nel fare del bene. Non abbandoniamo la via. Forza militari, andiamo avanti.

Tags : militari
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