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Angeli della Patria

Angeli della PatriaIn Evidenza

Aurelio Visalli, riposa in pace

E’ morto Aurelio Visalli, 40 anni sottufficiale della Guardia Costiera, annegato ieri durante un salvataggio in mare di due adolescenti, nelle acque della baia del Tono, a Milazzo (Messina) . A trovarlo sono stati i colleghi che con lui lavoravano fianco a fianco.

Sei morto facendo il tuo dovere 2° C° NP Aurelio VISALLI… Che Dio ti accolga in paradiso e che protegga i tuoi cari.

Riposa in pace Aurelio!!

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Angeli della Patria

Addio a Manuele Braj

E’ morto ieri, in seguito ad un attentato tramite il lancio di un razzo, Manuele Braj, 30 anni di Collepasso (provincia di Lecce), carabiniere effettivo al 13° Reggimento «Friuli-Venezia Giulia. Tutto è successo ieri mattina in un campo di addestramento della polizia afghana, ad Adraskan, a ovest di Kabul. Il triste bilancio, un morto e due feriti viene così confermato dal tenente colonnello Francesco Tirino, portavoce del contingente italiano a Herat.

Manuele – ha affermato il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola – è stato colpito in modo vigliacco. Stava addestrando le truppe afgane contro il terrorismo. Questo era il suo lavoro, la sua missione: permettere a quel Paese di difendersi da solo. E il terrorismo lo ha ucciso!!

Un altro italiano perde la vita in Afghanistan. Il 51/o dall’inizio della missione nel 2004. Manuele Braj lascia la moglie, 28enne, e il figlio di 8 mesi.

Un altro angelo, intento al suo lavoro per il bene degli oppressi, se ne va. Ciao Manuele 🙁

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Angeli della Patria

Aeronautica militare, muore Primo Maresciallo Alessandro Musacchio

Un’altra morte bianca durante un’attività addestrativa. Alessandro Musacchio muore in seguito ad una caduta di 20 metri dall’elicottero durante un esercitazione all’aeroporto di Cervia. Il Primo Maresciallo Musacchio era un operatore di volo in forza all’81° CAE (Centro Addestramento Equipaggi) del 15° Stormo di Cervia. L’incidente è avvenuto nella mattina di martedì 12 giugno 2012 intorno alle 10,45. Musacchio è stato immediatamente soccorso sul posto dal personale 118 ma non c’è stato nulla da fare. E’ ancora in corso la ricostruzione della dinamica dell’incidente. Il Primo Maresciallo Musacchio, 43 anni, originario di Grottaglie in provincia di Taranto, lascia una moglie ed una figlia.

Da parte mia e dalla Marina militare che rappresento qui sul mio blog, un commosso saluto al collega tragicamente scomparso e profonde condoglianze alla famiglia Musacchio.

Se ne va un giovane Angelo del cielo. Purtroppo, l’ennesima morte bianca nella Difesa 🙁

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Angeli della Patria

Addio Alessandro

E’ morto ieri mattina, durante il trasbordo in ospedale il giovane sottocapo della Marina militare Alessandro Nasta, originario di Brindisi. Sembra che Alessandro, esperto marinaio e conoscitore delle attività marinaresche, sia accidentalmente caduto da un pennone di nave Amerigo Vespucci, in trasferimento da La Spezia a Civitavecchia. Subito medicato a bordo, si è capito che le condizioni erano molto gravi e si è deciso di trasferirlo tramite elicottero, al più vicino ospedale di Civitavecchia. Sembra che Alessandro, non ce l’abbia fatta e sia morto durante il trasferimento. La Marina e tutti noi colleghi ci stringiamo intorno al dolore di tutti i suoi famigliari. Ciao Alessandro!!

Alessandro Nasta, il sottocapo della Marina deceduto sull'Amerigo Vespucci

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Angeli della PatriaIn EvidenzaSecondo me

Ucciso il Maresciallo Salvatore Spedicato

E’ stato ucciso brutalmente in casa sua con numerosi colpi in testa e coltellate il Maresciallo dell’Esercito italiano in servizio presso l’Accademia di Modena, Salvatore Spedicato. Viveva solo in casa e i vicini affermano che Salvatore era una persona tranquilla che mai ha destato sospetti o squilibri. Gli inquirenti che fissano la data dell’omicidio intorno a mercoledì 17 maggio, seguono tutte le piste anche nella sfera privata del maresciallo ma in questi momenti si fa avanti più degli altri il movente della rapina. Il 51enne prestava da 30 anni servizio presso l’Accademia militare di Modena e proprio i colleghi dell’ Esercito hanno per primi dato l’allarme, quando il Maresciallo risultava venerdì scorso ancora assente ingiustificato. Lo hanno trovato sotto il letto, ammazzato, proprio nel giorno del Mak Pi 100!!

Da parte mia un grosso “Ciao, Maresciallo Spedicato” e speriamo che presto i tuoi assassini venghino assicurati alla giustizia e paghino in maniera cara per il loro tremendo gesto.

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Angeli della Patria

Addio Michele

Si è svolto oggi a Roma nella Basilica di S. Maria degli Angeli, l’ultimo saluto al Sergente Michele Silvestri del 210° Genio Guastatori di Caserta, presenti il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e alcune rappresentanze del governo Monti (E il capo del governo?? Vorrei tanto sapere quale cosa più importante c’era da fare, per saltare questa importante cerimonia, mah!!). Per le forze armate ci sono il Capo di Stato maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata, Claudio Graziano. In quella maledetta guerra in Afghanistan perde la vita Michele e altri 2 commilitoni rimangono in condizioni gravi: il Caporal Maggiore Monica Graziana Contrafatto del primo Reggimento Bersaglieri di Cosenza e il Maresciallo Carmine Pedata. A seguire rimangono feriti il Maresciallo Nicola Storniolo, il Sergente Salvatore De Luca e Manuel Guarnacci, specialista del 410 Reggimento Cordenons con sede a Sora. Non ci sono parole se non per dire che il mio saluto più caro va ai cari di Michele Silvestri. Michele lascia una moglie e un bambino piccolo.

Che il Signore vi assista sempre Signora Silvestri, si faccia forza e custodisca dentro di lei l’esempio di suo marito per crescere il Vostro bel bambino. Spero, Signora, che trovi presto la forza per affrontare questo immenso dolore.

Addio Michele da Capo Garrisi 🙁

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Angeli della Patria

Che fine ha fatto Davide Cervia

Non sapevo della vicenda del collega Davide Cervia fino a quando ieri non ho visto il TG5 delle 13,00. Mi è dispiaciuto tanto vedere in tv l’appello di Erika Cervia che da quando aveva sei anni, non vede il suo papà. E’ una storia tristissima e la voglio pubblicare nel mio blog affinchè ne rimanga memoria, affinchè Davide Cervia non venga dimenticato. A seguire pubblico l’intero articolo tratto da Corriere.it che sicuramente darà maggiori ragguagli sull’intera situazione. Anche io sono un sottufficiale della Marina e conosco tanti cari amici-colleghi “TLC-GE” che sono in servizio. Sono cose molto delicate e non posso addentrarmi nella descrizione ma quando parlano di spie, servizi segreti, depistaggi, vi assicuro che è tutto vero. Sono lavori molto particolari e specie negli anni passati era come descrivevano i tanti film di spie.

In bocca al lupo Erika e speriamo che papà ritorni presto a casa!!

Del sottufficiale della Marina, Davide Cervia, esperto di «guerre elettroniche», non si hanno notizie dal 1990

MILANO – Aveva cominciato Marisa, la moglie, adesso tocca a Erika sostenere una storia enorme di segreti e depistaggi. Una vicenda che inizia con il rapimento, ventuno anni fa, davanti al cancello di casa a Velletri, dell’ex sergente della Marina Davide Cervia, esperto di «guerre elettroniche», suo padre. «Io e mio fratello Daniele — dice — adesso abbiamo l’età per potercene occupare, per attirare l’attenzione dopo tanti anni di silenzio».
LA LETTERA — Lo fanno con una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Pretendiamo una risposta concreta… affinché si faccia finalmente luce su questo agghiacciante mistero di Stato». Un intrigo che dalle porte di Roma conduce al Sud del Mediterraneo, oppure al Medio Oriente, o ancora più a Est, apre scenari di guerra, rende quasi impossibile districarsi tra prove e bugie. La battaglia di una famiglia della provincia italiana alle prese con un «nemico» molto più grande e con un vuoto personale da affrontare. Erika aveva sei anni quando, il 12 settembre 1990, il padre non rientrò a casa. «Rimani segnato, e anche dopo — per quanto fossi solo una bambina — ricordo personalmente pedinamenti, telefonate mute, minacce».
I DOCUMENTI — La magistratura conferma la tesi del «sequestro a opera di ignoti» ma nel 2000 archivia per l’impossibilità di rintracciare i responsabili. Il caso resta un’inchiesta privata. Di documenti la famiglia ne ha raccolti a migliaia. Lo stesso Sismi in una relazione «riservatissima» ammette che l’indagine si fonda su «materiale di parte» e — incredibilmente — non aggiunge nulla di più. Erika e Daniele fanno il punto su carte e registrazioni, e ogni tassello si lega a un’inadempienza degli inquirenti o a un tentativo palese di insabbiamento.
I DEPISTAGGI — Un testimone, un vicino di casa, vede Davide malmenato e spinto a forza in un’auto verde scuro. Un altro, l’autista di un autobus, incrocia la vettura verde seguita dalla Golf di Cervia guidata da un biondino. Entrambi vengono a lungo ignorati. La Marina fornisce nel tempo cinque fogli matricolari (curriculum professionali dei militari) diversi e solo nell’ultimo — ottenuto dopo nove ore di occupazione dei familiari al ministero della Difesa — compare la sigla GE, «guerre elettroniche».
LE TRACCE — Quattro mesi dopo la scomparsa, il nome di Davide Cervia compare tra i passeggeri di un volo Air France Parigi-Il Cairo, biglietto acquistato dal ministero degli Esteri francese. Sette anni dopo nella casa di Velletri, verso mezzanotte, arriva una telefonata strana: quando Marisa alza la cornetta sente la voce del marito che parla di lavoro. Lo chiama ripetutamente, finché si rende conto che è una registrazione.
GLI INSABBIAMENTI — Molte lettere anonime in questi anni alla famiglia. Qualcuna tracciava ipotesi più o meno fantasiose, qualcun’altra, più frequente, intimava il silenzio. Un anno dopo il rapimento, subito dopo il ritrovamento della Golf di Cervia, vicino alla stazione Centrale a Roma, in perfette condizioni, con l’autoradio inserita e i fiori raccolti per la moglie ancora sul sedile posteriore, alla famiglia qualcuno offre un miliardo di lire per tacere e abbandonare il caso. «Io e mia madre non vogliamo ancora dire chi, prima vogliamo la garanzia che lo Stato sia disposto a tutelarci».
LE IPOTESI — Chi c’è allora dietro la scomparsa di Davide Cervia? Le risposte, come in ogni mistero, sono tante. Il tecnico può essere stato sequestrato da un «cliente» interessato alla sua specializzazione nel campo della guerra elettronica. Si è parlato di Iraq, Libia, Iran, Arabia Saudita, Stati che avevano acquistato navi e materiali bellici in Italia e che forse avevano bisogno di esperti. E’ l’ipotesi a cui più crede la famiglia. E anche le autorità italiane ad un certo punto hanno indicato una pista libica. Oppure c’è un Paese più importante: una traccia porta alla Russia e al giallo di un sistema sofisticato «rubato» dal Kgb nell’89 (ci furono anche due arresti). E’ possibile che l’Italia abbia venduto tecnologia a uno «Stato canaglia» e questo lo abbia poi girato ai russi? Cervia potrebbe essere venuto a conoscenza di qualcosa di inconfessabile. Qualcosa di molto imbarazzante. Qualcosa di così serio da essere risolto in modo drastico facendo sparire l’italiano. E una volta eseguita la missione sono poi partiti i depistaggi con le mille segnalazioni e i testimoni poco attendibili. Infine l’ultima carta, quella del denaro. Dopo la scomparsa le autorità hanno cercato di accreditare la tesi dell’allontanamento volontario di Cervia. Ma allora perché l’offerta di un miliardo di lire? E’ chiaro. Non solo si voleva soffocare la verità, ma anche far dimenticare una storia dalle implicazioni gravi.

Da Corriere.it

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Angeli della PatriaSecondo me

Addio David

Un altro angelo della Patria che se ne va. Oggi si sono svolte in forma solenne le esequie per David Tobini, 28 anni, Caporal Maggiore Scelto del 183° reggimento paracadutisti “Nembo” di Pistoia, caduto durante un durissimo scontro a fuoco dove sono rimasti feriti altri 2 commilitoni, Simone D’Orazio e Francesco D’Arena. I militari italiani sono stati vittime di un doppio attacco. Alle 4.15 di mattina, i soldati assieme a forze afghane, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa a Milano il ministro della difesa Ignazio La Russa, sono entrati nel villaggio di Bala Murghab, perchè era stata segnalata la presenza di materiale esplosivo.
Dopo aver compiuto «positivamente» la loro missione, all’uscita del villaggio, sono stati attaccati da un gruppo di insorti che ha fatto fuoco su di loro, uccidendo il caporal maggiore Tobini e ferendo gravemente il caporal maggiore D’Orazio. A quel punto il contingente italiano ha cercato riparo in alcune case, ma i militari sono stati attaccati nuovamente da altri insorti, che si erano posizionati in abitazioni che non erano state precedentemente controllate. In questo secondo attacco è rimasto ferito il terzo militare italiano. E’ intervenuta la forza aerea alleata con quattro elicotteri, un aereo francese e uno americano, che hanno bombardato la zona, consentendo l’evacuazione delle forze italiane. La cerimonia si è svolta nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e Martiri di Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e i vertici delle istituzioni!!

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Angeli della PatriaSecondo me

Ciao Roberto

Si sono svolte oggi a Roma nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, le esequie solenni dell’ultimo militare italiano deceduto in Afghanistan in seguito all’esplosione dell’ordigno che stava disinnescando. Roberto Marchini 28 anni era un Caporal Maggiore Scelto dell’8° Reggimento Genio Guastatori della Folgore (Comando di stanza a Legnago, Varese). Presenti alla cerimonia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Premier Silvio Berlusconi, il Ministro della Difesa Ignazio La Russa. La tumulazione della salma avverrà nel cimitero di Caprarola (Viterbo).

Un saluto a te Roberto dal Maresciallo della Marina Paolo Garrisi.

http://www.paologarrisi.com

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Angeli della Patria

Ciao Gaetano!!

Gaetano Tuccillo è la 4° vittima del 2011 a riempire il necrologio dei militari caduti in missione all’estero. La notizia è tratta dal sito di Wikipedia. Anche nella nostra base ad Ancona , la Bandiera nazionale a mezz’asta ha evidenziato, come una campana che suona a morte, il triste evento, conclusosi con le esequie solenni del militare nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Fini, Schifani e Berlusconi. Maggiori info puoi averle dal sito della Difesa.  Cosa dire: i miei occhi si bagnano se guardo con sgomento la foto del Caporal Maggiore Scelto Gaetano Tuccillo, 29 anni,  in forza al Battaglione logistico “Ariete” dell’Esercito Italiano: una faccia pulita, innocente, contornata da un sorriso luminoso e chiaro che nulla c’entra con quegli scenari di morte. Gaetano Tuccillo lascia la mamma, il papà e la giovane moglie sposata meno di un anno fa. A lei Signora Tuccillo, il saluto e l’abbraccio più grande dal Maresciallo Garrisi.

http://www.paologarrisi.com

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