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Amazon e il problema delle recensioni false

E’ inutile far finta di niente: Amazon è il più grande sito di vendita online del pianeta. Lo sappiamo tutti perchè tutti abbiamo fatto un acquisto su Amazon almeno una volta.
Nella classifica online aggiornata (in cui si accede scrivendo queste parole su Google “i siti più visitati al mondo”) Amazon figura al 10° posto superato da siti come:

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Scuola primaria Fanny Di Blasio a Montesilvano, niente internet in classe

E’ un grosso dispiacere dover condividere sul web una notizia così ma penso sia il caso di creare i presupposti affinchè certe cose nel 2014 non avvengano più. Quest’anno le classi 3^A e 3^F della scuola primaria Fanny Di Blasio dell’Istituto Comprensivo Troiano Delfico di Montesilvano-Pescara  (http://www.ictroianodelfico.gov.it/index.html) non hanno usufruito della connessione internet e questo ha creato non pochi disagi sia alle maestre che agli alunni che non hanno potuto godere a pieno dell’utilità delle conosciutissime LIM (lavagna interattiva multimediale) che noi genitori di 3^A e di 3^F abbiamo pagato a nostre spese all’editore Gulliver (http://www.gulliverscuola.eu/). Ecco la cronostoria di questo increscioso disservizio. Il problema è stato sollevato immediatamente all’inizio dell’anno scolastico 2013/2014: le classi in questione, di fatto, non avevano internet in classe. Personalmente, con il permesso delle maestre, ho cercato di studiare la situazione e mi sono accorto che il router wifi presente nell’ala nord della scuola era insufficiente a soddisfare le richieste di connessione. Non so chi abbia potuto creare un impianto così sotto sviuppato!! Ho esposto a suo tempo ai dirigenti della scuola, sia il problema che la soluzione: ovvero potenziare al più presto il segnale interno affinchè il segnale wifi di internet potesse raggiungere tutte le classi. Ad oggi purtroppo, mentre sto scrivendo questo articolo, nulla è successo. Le classi 3^A e 3^F della scuola Fanny Di Blasio dell’Istituto Comprensivo Troiano Delfico di Montesilvano (PE) non hanno ancora la possibilità di poter connettersi ad internet con la loro Lim. A dire il vero oggi qualcosa è successo: con il permesso dei dirigenti scolastici, sono riuscito a  connettere la Lim della classe 3^A al segnale wifi del Comune di Montesilvano, una soluzione poco soddisfacente a livello tecnico. Purtroppo non sono riuscito a fare altrettanto per la classe 3^F. Ed è proprio per questo motivo che vorrei sensibilizzare con questo articolo, coloro che materialmente possono mettere in atto il potenziamento del segnale wifi all’interno della scuola al più presto possibile, senza dover attendere la fine della scuola.
Spero che qualcuno possa risolvere questo caso di mala istruzione: internet è una risorsa che maestre ed alunni devono poter usufruire al meglio.

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BlognotesSecondo me

Come nasce un sito internet: “Un bravo webmaster o un costoso e complicato servizio fai da te?”

La volta scorsa abbiamo visto come registrare un nome a dominio. Ora non ci rimane che costruire materialmente il nostro sito web. Niente di più facile se avessimo una certa dimestichezza con web editor in genere e linguaggi macchina. Chi sa di cosa sto parlando, conoscerà certamente il web editor per eccellenza: Adobe Dreamweaver, secondo me, uno dei più completi e funzionali in circolazione. Certo non tutti possono permetterselo, sia per i costi del programma e sia per l’utilizzo. In questo caso, se non avete un webmaster di fiducia che vi possa seguire nella creazione del vostro portale, allora sarebbe il caso dare uno sguardo ai nuovissimi servizi on line per l’auto gestione del sito.

  1. Google Sites: beh, Google lo conosciamo tutti. Soldi non te ne cerca e sembra avere tanti modelli a disposizione per decidere in che modo impostare le tue pagine sul web. Il sito però è di terzo livello. Che significa? Che il nome del tuo sito sarà tipo www.google.miosito.com!! Se vi sta bene??
  2. La Mia Impresa On line: anche qui c’è lo zampino di Google insieme a partners come Paginegialle, Register.it e Poste italiane. In home page svetta in bella vista la scritta “crea gratis il tuo sito” poi, quando stai avanzando nello sviluppo dello stesso, ti rendi conto che è solo un mezzo per vendere spazi pubblicitari con adsense di Google. All’inizio sembra tutto gratis ma poi son dolori.. e che dolori!! Per non parlare dell’anno di prova e poi dei salassi mensili, specie se avete attivato un sito e-commerce.
  3. Blogger crea siti di terzo livello in maniera facile, veloce e gratuita ma anche qui c’è la mano di Google. Per iniziare a lavorare dovete registrarvi su Google.

Insomma, personalmente nel panorama dei siti web quello che vi consiglio, è di trovare un bravo ed onesto webmaster e in questi tempi di crisi anche una persona non professionista che a quattr’occhi, possa quantificare il lavoro del vostro futuro sito. Che c’è di meglio di un contatto con qualcuno che possa seguirvi passo dopo passo e ascoltare ogni vostra esigenza, in qualsiasi momento della giornata??

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Blognotes

Come nasce un sito internet: “Il nome a dominio.”

Da questo numero di Blognotes iniziamo una serie di articoli dedicati alla creazione di un sito internet. Attraverso alcuni consigli tecnici, vi darò le nozioni basiche per la realizzazione di un sito internet.La prima lezione è dedicata alla scelta e alla registrazione del nome a dominio. Ma che cos’è un dominio e perchè è così importante? Per dominio si intende il nome univoco con cui  vogliamo identificare il nostro portale su internet. Esso è formato da due parti: la parte prima del punto che è il nome vero e proprio del sito e poi quella dopo il punto che identifica due cose ossia l’area geografica oppure la categoria del sito (Per indenderci: .it è usato per siti italiani, .fr per siti francesi, .de per siti tedeschi. E ancora .com e .biz per siti legati ad un’attività commerciale, i .org per siti di associazioni o enti ecc…). Una volta deciso il nome, accertiamoci che il dominio sia effettivamente libero attraverso la fase vera e propria di registrazione. Per questo passaggio utilizziamo i Registrar ossia società private che dispongono sia dei sistemi tecnici necessari per verificare la libertà o meno di un nome a dominio e sia l’autorizzazione per la registrazione del nome stesso. I Registrar più famosi e usati in Italia sono: Aruba (www.aruba.it) e Register (www.register.it). I costi per registrare un dominio? Cifre che variano dalle 30 alle 50 euro, annuali. Sì, perchè è bene specificare che un nome a dominio non si acquista per sempre ma ne viene acquisito solo il diritto per un tempo limitato (da 1 a 5 anni). Un ultimo punto riguarda la registrazione dei domini .it: è giusto specificare che tale domini sono gestiti dal Registro italiano dei domini .it (www.nic.it) e possono essere registrati solo dalle persone fisiche o giuridiche residenti o appartenenti ad un Paese membro dell’Unione Europea. Dopo aver sottoscritto un contratto con un Registrar accreditato (Esempio: Aruba.it o Register.it), è importante inviare una lettera di assunzione responsabilità (LAR) alla Registration Authority per ottenere la registrazione del dominio. In Italia il Registro è in definitiva l’anagrafe dei domini Internet .it. Soltanto qui è possibile chiedere, modificare o cancellare uno o più domini .it. e corrisponde all’Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa.

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Caro Babbo Natale…

Il Natale è alle porte e come ogni anno giunge il tempo di preparare la famosa richiesta dei regali per noi, per parenti e per amici e quindi arriva il momento di scriverti la famosa lettera dei desideri. Quest’anno però ho voglia di rompere i normali schemi e mi viene da pensare anche a te, caro Babbo Natale e mi viene da chiederti: ma a te i regali, chi te li fa? E poi… Cosa vorresti ricevere tu sotto l’albero? Non ci hai ancora pensato? Se mi permetti adesso un consiglio te lo do io e se nessuno te lo fa, regalati un bel tablet Pc. Cos’è? Ma dove vivi? Non hai visto i negozi di elettronica con le vetrine tempestate dei vari  Apple iPad, Samsung Galaxy Tab, L’HP Slate? No? Possibile che non hai notato le persone che, passeggiando, maneggiano strani display da 7-9 pollici con le dita che sullo schermo si aprono e si chiudono e sfiorano questo oggetto tecnologico, come per voltare le pagine di un libro, facendo scorrere le foto dell’ultima vacanza. Babbo Natale è ora che ti aggiorni. Vuoi mettere la comodità di gestire la lista dei regali di tutti i bambini del mondo su un bel iPad? Vuoi mettere mentre sei lassù al freddo, la bellezza di navigare su internet e mandare le tue e-mail agli Elfi? Vuoi mettere il divertimento mentre ammiri quando e come vuoi, l’ultima novità cinematografica di Hollywood e ascolti l’ultimo successo musicale degli U2? Fidati, il futuro è il Tablet Pc e tutti quanti prima o poi, ne possederanno uno. Vuoi sapere altri utilizzi? Puoi tranquillamente scaricare e leggere online il giornale del mattino, puoi fare acquisti sul web e prenotare le prossime vacanze, lavorare e socializzare sui tuoi social network preferiti: tutto tranquillamente nel palmo di una mano e soprattutto in tutta mobilità con una autonomia che arriva anche fino a 10 ore. Allora, pensi ancora di poter fare a meno di un gioiello tecnologico del genere? Io penso proprio di no! E forse neanche io 😉

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Sony e YouTube: finalmente nasce la prima internet Tv

Sembrerebbe niente di più che un televisore Lcd a schermo piatto con connessione internet e un pannello di controllo per navigare tra le applicazioni consentite (per ora disponibile solo nei modeli Bravia NX800, EX700 e HX900 – rispettivamente 52″, 52″ e 46″). Ma la notizia lascia presagire un grosso cambiamento di rotta: ora non più telespettatori schiavi dei soliti palinsesti Tv ma finalmente liberi di decidere cosa vedere e soprattutto liberi di scegliere tra migliaia di video presenti in rete. Infatti come è scritto sul sito ufficiale della Sony, grazie ai Sony Internet TV, accedi a migliaia di contenuti video disponibili sul web in maniera semplice e immediata. Utilizzando il menù Cross Media Bar del tuo televisore o lettore Blu-ray Sony, puoi navigare tra migliaia di video semplicemente utilizzando il telecomando. E’ come fare zapping, ma con tantissimi servizi in più accessibili via Internet. Alcuni esempi? Eurosport, YouTube, Dailymotion sono solo alcuni dei servizi disponibili che ti garantiscono accesso a librerie di contenuti video ricchissime. Puoi rivivere le migliori azioni della tua squadra del cuore, rivedere i programmi televisivi che ami a qualsiasi ora, rivivere la magia dei concerti dei tuoi idoli. In più grazie a Bravia Internet Widgets, disponibile solo su alcuni modelli di Tv Bravia specifici, offre un’ampia gamma di contenuti Internet direttamente sullo schermo del televisore. Basta premere il tasto sul telecomando e puoi scegliere e scaricare i tuoi widget personali. Le informazioni di questi ultimi saranno aggiornati automaticamente senza interrompere la visione per non perdere neanche un momento dei tuoi programmi TV preferiti. Puoi scoprire cosa stanno facendo i tuoi amici con aggiornamenti in tempo reale da siti come Twitter™ e Facebook™, visualizzare foto a schermo intero da Flickr™, controllare le previsioni meteo, verificare le notizie finanziarie e persino fare shopping. Insomma ragazzi la rivoluzione del web è iniziata e proprio qualche giorno fa si è saputo che quattro grandi gruppi hanno deciso di unire le forze per proporre una soluzione immediatamente importante. Quattro nomi, quattro grandi firme in grado di completarsi vicendevolmente alla ricerca di un prodotto a tutto tondo: Google, Intel, Sony e Logitech, assieme per portare la rete e la tv all’interno di uno stesso concept: è il caso di dire che l’avvicinamento  lento e progressivo tra Internet e tv assume contorni sempre più definiti.

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Social Network: entrare in rete, non fa piu’ paura.

I tempi sono oramai maturi. Ovunque se ne parla, quasi tutti lo usano per lavoro o per svago o per semplicemente instaurare un rapporto. I mass media comunicano molto più spesso, i personaggi illustri e famosi che se ne servono per aumentare la mole dei propri fans o come abbiamo visto durante le ultime elezioni americane, per pura propaganda politica. E’ il fenomeno delle “reti sociali o social network” (in lingua inglese è entrato oramai di uso comune) la moda del momento che sul web spopola raggiungendo sempre maggior utenti tra gli internauti. Ma come mai tanto successo in così poco tempo e chi sono e come funzionano questi sistemi che alcuni per paura o per disprezzo, definiscono delle “diavolerie tecnologiche” cui stare a debita distanza? La risposta è presto detta. Le reti sociali nascono negli Stati Uniti più o meno a partire dal 2003, con il semplice scopo di sviluppare tramite internet, le relazioni sociali che ognuno di noi tesse nella sua vita quotidiana, in maniera più o meno casuale e negli ambiti più disparati: dall’infanzia alla scuola, dai luoghi di lavoro alle mete di svago, allo scopo di allacciare rapporti con parenti lontani o mai conosciuti, studenti dell’Università, amici distanti e qualsiasi altro cibernauta che entri in contatto con uno dei profili on line. Chiunque può virtualmente materializzarsi davanti al nostro monitor e diventare parte della nostra nuova rete di conoscenze. Basta volerlo e in men che non si dica si riallacciano rapporti virtuali, lontanamente mai realizzabili. Il fenomeno dei social network gravita attorno a 3 grandi filoni tematici: l’ambito professionale, quello dell’amicizia e delle relazioni amorose. Oggi sono centinaia di milioni gli utenti che utilizzano tali servizi: basti pensare che i contendenti principali Myspace e Facebook toccavano, fino al mese scorso, 115 milioni di iscritti per il primo e quota 132 milioni per il secondo. Ma chi sono i geni che hanno permesso con la loro intuizione che accadesse tutto questo? Per quanto concerne Facebook, la rete sociale nata allo scopo di ritrovare vecchi compagni di classe, dobbiamo ringraziare Mark Zuckerberg che nel febbraio del 2004, all’epoca giovane diciannovenne e studente presso l’Università americana di Harvard, decise insieme ad altri compagni specializzati in informatica, di sviluppare uno spazio all’interno del quale era possibile riallacciare dei rapporti sociali virtuali tra gli iscritti al servizio. Nessuno avrebbe mai pensato al successo planetario che “Faccia di libro” (così lo chiamano scherzosamente alcuni utenti italiani) avrebbe fatto di lì a poco e soprattutto i guadagni che sarebbero entrati nelle tasche del giovane Zuckerberg. In sintesi: nel 2006 Facebook vede crescere i suoi utenti in maniera sempre più esponenziale e nel 2007 è il primo social network al mondo come volume di traffico e dal luglio 2007 è stabilmente tra i 10 siti più visitati al mondo con un valore economico che si aggira attorno ai 16 miliardi di dollari. Un grandissimo successo simbolo come tanti altri portali web, di quel miracolo finanziario approdato nel settore della “New Economy”. Un “dejà vù” cui abbiamo già assistito con siti come Youtube e Google, a loro volta nati in piccoli garage e poi approdati a Wall Street con profitti di miliardi di dollari. Non c’è che dire: tantissima fortuna ma certamente “idee strepitose al momento giusto”. Un saluto caloroso a tutti e buona navigazione 🙂

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Blognotes

Blognotes, uno sguardo a internet e nuove tecnologie.

Italiani, amanti delle bellezze della nostra soleggiata penisola, appassionati lettori di Italia è…Magazine, questo mese la rubrica Blognotes si rinnova al meglio (spero siate d’accordo con me) e come era auspicabile dal titolo o forse come era giusto che fosse, essa tratterà dei temi cari alla maggior parte degli italiani “che navigano”. Navigatori non per mari e isole paradisiache ma dell’universo digitale che è il web o internet come si voglia chiamare. Mi sembrava giusto dedicare uno spazio del nostro giornale, interamente rivolto alla rete e alle nuove tecnologie, ai siti internet più belli e utili, più usabili e più accessibili ai macchinari e ai sistemi di “Home entertainment” più moderni e ricercati della nuova era elettronica. Si deve per forza di cose parlare e dare largo spazio a ciò che è presente in quasi tutte le mura domestiche ma non sempre si vede. Chi di noi non possiede una connessione ad internet oppure una casella di posta elettronica. Chi di noi non ha mai partecipato ad un forum in rete per discutere e risolvere problemi di qualsiasi natura e condividerli con le altre persone. Chi di noi in un centro commerciale non si è fermato davanti ad un mega schermo Lcd o plasma per farsi ipnotizzare e trascinare come in vortice, dalle immagini in alta definizione e dall’audio in dolby sorround 4+1 o 5+1. Chi di noi non ha mai fatto una di queste cose, alzi la mano. Penso che quasi nessuno o per piacere o per lavoro, abbia alzato la mano. Blognotes è rivolto a te che già sai tutto su internet e le nuove tecnologie e vuoi mantenerti aggiornato. Ma è rivolto anche a te che anche solo per curiosità ti avvicini con tanta diffidenza nei pressi del villaggio globale. Il mio pensiero è rivolto anche a coloro che appartengono al mondo dell’imprenditoria, ai liberi professionisti e ai titolari di esercizi o imprese commerciali. Grandi e piccoli imprenditori che storciono ancora il naso quando sentono parlare di siti internet e forme di comunicazione alternative. A questi ultimi rivolgo questa domanda: siete sicuri di fare una giusta politica di risparmio, evitando di pagare un qualsiasi webmaster o web designer per creare il vostro futuro sito internet? Siete sicuri che la vostra attività commerciale non ha assolutamente bisogno di quella “strana combinazione alfanumerica preceduta da un punto e una tripla w”? Siete sicuri che riuscirete ad andare sempre più avanti da soli esclusivamente con le vostre forze e il vostro lavoro, senza apparire su internet? Siete sicuri? Dico solo questo: i nostri padri oggi vivono affranti da una tecnologia che ha fatto passi da giganti in tempi molto, troppo, brevi. Essi patiscono la disinformazione multimediale perché forse non hanno avuto il modo e il tempo di metabolizzare la nuova era. I giovani di oggi invece corrono virtualmente mano nella mano con le nuove tecnologie: parlano nei blog, condividono emozioni, immagini e pensieri molto più velocemente della nuova connessione adsl che avete a casa. Oggi è il caso di dire, non c’è più limite alla conoscenza e alla informazione: tutto è condivisibile in rete da chiunque lo voglia. Vale la pena aspettare e non aggiornare le proprie conoscenze? Io penso proprio di no… Vorrei concludere con questo aneddoto. E’ un fatto realmente accaduto ma per l’occasione userò dei nomi di fantasia. Il sig. Rossi va in una famosa pasticceria della città per prenotare una torta per la festa del primo compleanno del suo bimbo. Rossi chiede alla commessa il catalogo delle immagini per guarnire la torta da prenotare. Il catalogo non esiste. Il sig. Rossi desidera inviare con una email la foto dei personaggi desiderati direttamente alla famosa pasticceria: “Sig. Rossi ci chiami stasera per comunicarle l’email a cui inoltrare l’immagine”dice la commessa. Il sig. Rossi chiama la sera per avere l’indirizzo di posta elettronica ma riceve una strana risposta:” Ci dispiace ma non abbiamo alcuna casella di posta elettronica, si fidi del nostro lavoro e faccia fare a noi…”. Il caro sig. Rossi prenota la sua bella torta senza neanche aver avuto la possibilità di vedere una semplice foto della torta. E’ tanto strano e così difficile commissionare un sito internet con un catalogo fotografico e poter scegliere on line l’immagine della propria torta? Pare proprio di sì… Intanto bastava poco così per soddisfare il sig. Rossi, ma almeno la soddisfazione di dire che questa volta lo scemo del villaggio globale non è lui…

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Striscia la notizia, dichiara guerra alle cure con la fendimetrazina.

Non mi reputo un esperto dell’argomento ma penso che sia giusto ascoltare anche altri pareri, specie e soprattutto da chi è addetto ai lavori. Striscia la notizia fa bene il suo lavoro e sappiamo quanto sia stato utile in tutti questi anni. Ma quando si esagera, si esagera. Penso che sull’argomento si sia data troppa luce negativa disturbando purtroppo anche chi il proprio lavoro lo fa bene e soprattutto si è distribuita gratuitamente, tanta confusione a chi di cure ha effettivamente bisogno.

Intervista al Dr. C. Ezio Di Flaviano responsabile del Reparto di Terapia e Riabilitazione dei disturbi della Nutrizione, specializzato nella cura dei Disturbi dell’alimentazione e del peso, della Casa di Cura Villa Pini di Chieti. E-mail: diflaviano@diflaviano.com

Domanda. Dr. Di Flaviano, oggigiorno rimbomba nelle orecchie di tanti italiani una parola che fino a ieri si conosceva poco o niente: fendimetrazina. Ci dice che cos’è e chi ne fa uso?

Risposta…..

La fendimetrazina è un farmaco registrato negli U.S.A. e in molti altri Paesi per il trattamento dell’obesità. Agisce riducendo l’appetito, almeno in parte, aumentando le concentrazioni di noradrenalina al livello del Sistema Nervoso Centrale. La fendimetrazina e gli altri farmaci della stessa classe delle fenilalchilamine (fentermina e amfepramone) derivano dalla stessa molecola madre, l’amfetamina e agiscono, anche se meno potentemente delle amfetamine, con lo stesso meccanismo d’azione sul “centro della fame”. Per questo motivo vengono definite “amfetaminosimili” (amfetamine like). Tale definizione è stata, a livello scientifico, di fatto abbandonata proprio per evitare di ingenerare confusione, preferendo usare il termine “farmaci ad azione noradrenergica”.

Domanda. Dottore, secondo lei quali sono i motivi che devono indurre un medico a prescrivere questo farmaco o a decidere per un altro tipo di cura?

Risposta…

La fendimetrazina è una molecola in uso da oltre 40 anni, indicata nella terapia dell’obesità in associazione a modifica del comportamento alimentare e dello stile di vita. Per obesità si intende un eccesso di grasso corporeo tale da incidere negativamente sulla salute dell’individuo. Genericamente, si usa l’indice di massa corporea (BMI che si calcola dividendo il peso in chili per l’altezza in metri al quadrato) per classificarla, quando supera il valore di 30. Al Di sotto di questo valore il soggetto è in sovrappeso o normopeso e la fendimetrazina non va usata poichè il rapporto rischio benefico non è favorevole.

In Italia attualmente sono registrate solo due molecole per la cura dell’obesità (Sibutramina e Orlistat) mentre la fendimetrazina si può prescrivere solo galenicamente (preparazione estemporanea del farmacista). Il medico può scegliere di usare l’una o l’altra delle tre molecole in base alle caratteristiche del paziente, alle indicazioni e controindicazioni di ogni singola molecola, in scienza e coscienza! In tutti i casi la terapia farmacologia è riservata ad un sottogruppo di pazienti obesi (o soprappeso con complicanze come il diabete) è non è la panacea.

Domanda. Striscia la notizia, il Tg satirico di Canale cinque, sta dedicando tanto spazio a questo tema. Perché secondo lei? E poi è giusto a suo parere, il boato dei mass media, riguardo l’argomento?

Risposta….

La questione è complessa. Le esprimo solo il mio pensiero. Ritengo che rubriche scandalistiche non dovrebbero affrontare argomenti così delicati, che andrebbero discussi in sedi più opportune (rubriche scientifiche con esperti), poiché si rischia di creare falsi allarmismi. Si pensi a quanti pazienti obesi, che hanno una ridotta aspettativa di vita e alto rischio di gravi complicanze, che potrebbero giovarsi di una terapia farmacologia, la rifiuteranno o la interrompono, perché spaventati da Ricci e i suoi “gangster”…….

Perché tanto accanimento? Chi può dirlo, mi viene in mente che sta per essere commercializzato in Italia un nuovo Farmaco per l’obesità che costerà circa 100 euro per confezione di un mese! Eliminare la concorrenza di una molecola che invece costa pochissimo………………può essere una ragione?

Domanda. Cosa consiglierebbe ai suoi colleghi dottori, dopo essere stati investiti dal ciclone Staffelli (il giornalista di Striscia)?

Risposta….

Solo di continuare a lavorare secondo scienza e coscienza, rispettando le regole e soprattutto la salute del povero paziente obeso.

Domanda. Tutto giusto per ciò che concerne l’informazione, ma non pensa che dietro a tutti questi servizi, ci sia una regia non giusta? Ovvero non sarebbe il caso secondo lei che Striscia ad onor del vero intervistasse anche le persone che fanno bene il loro lavoro e che prescrivono la fendimetrazina dopo attenta analisi del paziente?

Risposta….

La risposta è ancora più complessa di quella di prima. Io personalmente e come presidente della Società Italiana dell’obesità, sezione abruzzese, ho scritto alla trasmissione, a Ricci e a Staffelli e mi sono offerto di fare chiarezza. NESSUNA RISPOSTA!!!!!

Domanda. Lei è conosciuto in tutta Italia ed ha partecipato più volte come esperto a trasmissioni di salute veramente importanti. Non pensa che tanto rumore alla fine provocherà solo tanta confusione e incertezze alle persone che veramente hanno bisogno di una cura medica?

Risposta….

Le ho già risposto.

Domanda. Per concludere, che forse è la cosa più importante, cosa consiglierebbe alle persone confuse che necessitano di una cura vera? E a Striscia la Notizia, cosa direbbe?

Risposta…

L’obesità è una malattia cronica grave e invalidante e con alti costi sociali. Si fa già tanta fatica a convincere il paziente obeso a prendersi cura della propria salute in modo permanente e quindi inviterei Ricci e la sua banda a occuparsi di argomenti meno pericolosi per la salute della gente o a farlo in modo scientifico ( ma non sono preparati per farlo). A chi ha il problema consiglierei di trovare la forza di iniziare un difficile percorso di cambiamento di abitudini di vita ma di farsi aiutare solo da medici specialisti o esperti magari chiedendo al proprio medico curante o agli ordini dei medici. L’esperto potrà consigliare al paziente quando è opportuno ricorrere anche alla terapia farmacologia che non ha insiti pericoli in se ma è solo l’uso improprio che può essere pericoloso e va condannato.

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Il “Vero Leader”, istruzioni per l’uso.

Cari amici di BLO[G]NOTES, questo mese il nostro viaggio attraverso le storie e gli uomini che hanno e non hanno fatto la storia, ci porta ad approfondire il significato di una parola di origine anglosassone ma che oramai è diventata di uso comune nel nostro paese. Tutto ha inizio dal significato della parola “Leader” e del suo derivato diretto, il termine “Leadership”. Ma come mai affrontiamo questa tematica che a primo impatto potrà sembrare noiosa ma che vi assicuro, vi interesserà parecchio? Abbiamo intervistato un personaggio illustre, esperto dell’argomento, il signor W.M. (non possiamo citare per intero il suo nome per ragioni di carattere professionale)che ringraziamo vivamente per averci invitato. Abbiamo partecipato ad uno dei suoi tanti convegni di lavoro, tenutosi ad Ancona, intitolato “Una Leadership Efficace” dove si parlava di un certo signore vissuto agli inizi del ‘900, un certo “Ernst H. Shackleton” nato il 15 febbraio 1874 nella contea irlandese di Kildaire, trasferitosi a Dublino e poi successivamente a Londra. W. M. ci racconta che Shackleton all’eta’ di 16 anni imbarca come mozzo a bordo di navi mercantili e svolge la prima missione al polo sud con R.F. Scott (per dovere di cronaca citiamo che il primo uomo a raggiungere il polo sud, fu il norvegese Roahld Amundsen il 14 dicembre 1911). Shackleton decise di organizzare una spedizione transantartica imperiale con la nave Endurance, allo scopo di attraversare il polo sud da ovest verso est, prevedendo di percorrere in 120 giorni le 3000 miglia che allora dividevano le due sponde (di seguito vi elenco alcune curiosità da guinness dei primati, sul polo sud: è il luogo meno ospitale del pianeta, vi soffiano i venti piu’ impetuosi chiamati Blizzard, i mari che lo circondano sono interessati dalle tempeste piu’ violente, costituisce la più grande riserva d’acqua dolce del pianeta, è il luogo dove nessun animale terrestre può vivere per l’intero ciclo annuale, si registrano le temperature più basse della terra e precipitazioni di entità pari alle regioni desertiche). Shackleton selezionò il suo equipaggio attraverso un singolare “colloquio non convenzionale alla ricerca di personaggi con profili altrettanto non convenzionali”. Nel dicembre del 1914 la nave Endurance giunge nel mare di Weddel e il 18 gennaio 1915 viene letteralmente intrappolato nei ghiacci, dando inizio all’avventura epica di Shackleton e del suo equipaggio bloccato in quell’ambiente ostile per oltre 15 mesi. Freddo, solitudine, ghiaccio, il buio della notte antartica (ricordiamo il fenomeno della lunghissima notte polare) tutto era contro quegli uomini rinchiusi in quella immensa prigione bianca a combattere contro paure e incertezze ma soprattutto per la propria sopravvivenza. E’ qui che Shackleton mette in risalto le proprie doti di grande condottiero, di vero Leader, pregi che giungeranno fino a noi e che brilleranno nei secoli avvenire. Sì perché egli riuscirà in condizioni estreme a mantenere saldo e unito il proprio gruppo nella morsa del gelo e della paura per 15 lunghi mesi. Riuscirà con un manipolo di uomini nell’aprile del 1916, con tre scialuppe di salvataggio sulle spalle ad attraversare a piedi i ghiacci polari, fino a raggiungere le acque della salvezza. Successivamente alla fine di agosto del 1916, Shackleton tornerà indietro e riuscirà a salvare i restanti 22 uomini, con un’azione miracolosa fortemente voluta e da lui stesso organizzata. Perché oggi si fa ancora un gran parlare delle azioni di quest’uomo. Semplice, perché quello che ha compiuto Shackleton ha sì del miracoloso ma racchiude in se un significato più profondo perchè custodisce ciò che quotidianamente dovrebbe essere messo in pratica nella nostra società o per meglio dire, molti “Capi e Leader mondiali” dovrebbero almeno prendere come esempio. Il signor W.M. continuando nel suo oratorio, traccia alcune linee guida sulla figura del vero Leader. Il Leader deve: “Riunire un gruppo di persone diverse per perseguire un fine comune, affrontare i detrattori, incoraggiare chi è continuamente preoccupato, fare in modo che gli scontenti non avvelenino l’ambiente, combattere noia e stanchezza, portare ordine e successo in un ambiente caotico, lavorare con risorse limitate”. Ancora: Richard Denzig, Sottosegretario di Stato della Marina USA, nel 1998 affermava, a proposito del celebre esploratore: “I valori della leadership che egli ha proposto sono eterni; sono insiti nella natura umana e riescono a far compiere avventure audaci e a trarre quanto vi è di meglio negli esseri umani”.
E ancora per concludere: Shackleton serviva il thè ai compagni più deboli, ridimensionava gli egocentrici, si teneva vicino i più polemici; spesso si imponeva grossi sacrifici personali e talvolta “gestiva” senza in realtà gestire affatto.

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