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Alessandra Accardo un esempio di vita contro violenze e femminicidi

Ciao Alessandra Accardo, sono Paolo un papà ed un marito in una classica famiglia italiana. Ho letto di te attraverso un articolo di oggi su Today.it che è la mia homepage appena avvio il browser del mio laptop.

Che dire, ti ho conosciuto in questo preciso istante e sono stato attratto e colpito da te e dalla tua esperienza. Soprattutto sono stato colpito dal tuo coraggio, dal tuo modo di essere donna e soprattutto di essere umano.

Ho letto il tuo racconto, di quello che ti è capitato… della bestia che ti ha attaccato… del tuo coraggio e della tua necessità e voglia di sopravvivere. Hai raccontato tutto nei minimi dettagli e guardo i tuoi occhi in foto… e sono occhi di donna ferita ma che si è rialzata con coraggio e con forza per dire no alla morte e alla bestialità.

L’animale che ti ha ferita ora sconterà 14 anni in galera, troppo poco. Non merita di vivere la bestia, chiamarlo animale forse è troppo anche stesso per la razza animale… Meglio specificarlo e dire che non ci sono termini per descrivere quello che ha fatto quell’essere.

Alessandra, ti faccio vedere il video intitolato “I nastri rossi” che ha fatto mia figlia insieme ad altri compagni di classe della 5M del liceo artistico Bellisario di Pescara. Spero ti piaccia. Ecco la citazione del video.

Siamo stanchi di sentire ogni giorno questo tipo di notizie, ma la gente non sa che se succede, e perché succede, è semplicemente dovuto all’ignoranza che domina questo Paese.
Le violenze non finiscono da un momento all’altro, l’induttore del male è privilegiato grazie ai ragionamenti ormai radicati nella società di oggi, e pochissimi sono disposti a resettare la propria mentalità tossica.
Il cambiamento può avvenire solo grazie ad una più aperta mentalità e ad un processo di sensibilizzazione nei singoli soggetti.

Ciao Alessandra, ti voglio bene.

Tags : alessandra accardoi nastri rossi
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