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Striscia la notizia, dichiara guerra alle cure con la fendimetrazina.

Non mi reputo un esperto dell’argomento ma penso che sia giusto ascoltare anche altri pareri, specie e soprattutto da chi è addetto ai lavori. Striscia la notizia fa bene il suo lavoro e sappiamo quanto sia stato utile in tutti questi anni. Ma quando si esagera, si esagera. Penso che sull’argomento si sia data troppa luce negativa disturbando purtroppo anche chi il proprio lavoro lo fa bene e soprattutto si è distribuita gratuitamente, tanta confusione a chi di cure ha effettivamente bisogno.

Intervista al Dr. C. Ezio Di Flaviano responsabile del Reparto di Terapia e Riabilitazione dei disturbi della Nutrizione, specializzato nella cura dei Disturbi dell’alimentazione e del peso, della Casa di Cura Villa Pini di Chieti. E-mail: diflaviano@diflaviano.com

Domanda. Dr. Di Flaviano, oggigiorno rimbomba nelle orecchie di tanti italiani una parola che fino a ieri si conosceva poco o niente: fendimetrazina. Ci dice che cos’è e chi ne fa uso?

Risposta…..

La fendimetrazina è un farmaco registrato negli U.S.A. e in molti altri Paesi per il trattamento dell’obesità. Agisce riducendo l’appetito, almeno in parte, aumentando le concentrazioni di noradrenalina al livello del Sistema Nervoso Centrale. La fendimetrazina e gli altri farmaci della stessa classe delle fenilalchilamine (fentermina e amfepramone) derivano dalla stessa molecola madre, l’amfetamina e agiscono, anche se meno potentemente delle amfetamine, con lo stesso meccanismo d’azione sul “centro della fame”. Per questo motivo vengono definite “amfetaminosimili” (amfetamine like). Tale definizione è stata, a livello scientifico, di fatto abbandonata proprio per evitare di ingenerare confusione, preferendo usare il termine “farmaci ad azione noradrenergica”.

Domanda. Dottore, secondo lei quali sono i motivi che devono indurre un medico a prescrivere questo farmaco o a decidere per un altro tipo di cura?

Risposta…

La fendimetrazina è una molecola in uso da oltre 40 anni, indicata nella terapia dell’obesità in associazione a modifica del comportamento alimentare e dello stile di vita. Per obesità si intende un eccesso di grasso corporeo tale da incidere negativamente sulla salute dell’individuo. Genericamente, si usa l’indice di massa corporea (BMI che si calcola dividendo il peso in chili per l’altezza in metri al quadrato) per classificarla, quando supera il valore di 30. Al Di sotto di questo valore il soggetto è in sovrappeso o normopeso e la fendimetrazina non va usata poichè il rapporto rischio benefico non è favorevole.

In Italia attualmente sono registrate solo due molecole per la cura dell’obesità (Sibutramina e Orlistat) mentre la fendimetrazina si può prescrivere solo galenicamente (preparazione estemporanea del farmacista). Il medico può scegliere di usare l’una o l’altra delle tre molecole in base alle caratteristiche del paziente, alle indicazioni e controindicazioni di ogni singola molecola, in scienza e coscienza! In tutti i casi la terapia farmacologia è riservata ad un sottogruppo di pazienti obesi (o soprappeso con complicanze come il diabete) è non è la panacea.

Domanda. Striscia la notizia, il Tg satirico di Canale cinque, sta dedicando tanto spazio a questo tema. Perché secondo lei? E poi è giusto a suo parere, il boato dei mass media, riguardo l’argomento?

Risposta….

La questione è complessa. Le esprimo solo il mio pensiero. Ritengo che rubriche scandalistiche non dovrebbero affrontare argomenti così delicati, che andrebbero discussi in sedi più opportune (rubriche scientifiche con esperti), poiché si rischia di creare falsi allarmismi. Si pensi a quanti pazienti obesi, che hanno una ridotta aspettativa di vita e alto rischio di gravi complicanze, che potrebbero giovarsi di una terapia farmacologia, la rifiuteranno o la interrompono, perché spaventati da Ricci e i suoi “gangster”…….

Perché tanto accanimento? Chi può dirlo, mi viene in mente che sta per essere commercializzato in Italia un nuovo Farmaco per l’obesità che costerà circa 100 euro per confezione di un mese! Eliminare la concorrenza di una molecola che invece costa pochissimo………………può essere una ragione?

Domanda. Cosa consiglierebbe ai suoi colleghi dottori, dopo essere stati investiti dal ciclone Staffelli (il giornalista di Striscia)?

Risposta….

Solo di continuare a lavorare secondo scienza e coscienza, rispettando le regole e soprattutto la salute del povero paziente obeso.

Domanda. Tutto giusto per ciò che concerne l’informazione, ma non pensa che dietro a tutti questi servizi, ci sia una regia non giusta? Ovvero non sarebbe il caso secondo lei che Striscia ad onor del vero intervistasse anche le persone che fanno bene il loro lavoro e che prescrivono la fendimetrazina dopo attenta analisi del paziente?

Risposta….

La risposta è ancora più complessa di quella di prima. Io personalmente e come presidente della Società Italiana dell’obesità, sezione abruzzese, ho scritto alla trasmissione, a Ricci e a Staffelli e mi sono offerto di fare chiarezza. NESSUNA RISPOSTA!!!!!

Domanda. Lei è conosciuto in tutta Italia ed ha partecipato più volte come esperto a trasmissioni di salute veramente importanti. Non pensa che tanto rumore alla fine provocherà solo tanta confusione e incertezze alle persone che veramente hanno bisogno di una cura medica?

Risposta….

Le ho già risposto.

Domanda. Per concludere, che forse è la cosa più importante, cosa consiglierebbe alle persone confuse che necessitano di una cura vera? E a Striscia la Notizia, cosa direbbe?

Risposta…

L’obesità è una malattia cronica grave e invalidante e con alti costi sociali. Si fa già tanta fatica a convincere il paziente obeso a prendersi cura della propria salute in modo permanente e quindi inviterei Ricci e la sua banda a occuparsi di argomenti meno pericolosi per la salute della gente o a farlo in modo scientifico ( ma non sono preparati per farlo). A chi ha il problema consiglierei di trovare la forza di iniziare un difficile percorso di cambiamento di abitudini di vita ma di farsi aiutare solo da medici specialisti o esperti magari chiedendo al proprio medico curante o agli ordini dei medici. L’esperto potrà consigliare al paziente quando è opportuno ricorrere anche alla terapia farmacologia che non ha insiti pericoli in se ma è solo l’uso improprio che può essere pericoloso e va condannato.

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Guglielmo Marconi e “L’anno del radio ricordo”

Il 2007 è un anno da ricordare, è “L’ANNO DEL RADIO RICORDO”, più precisamente “del progresso delle Radio-Tele-Comunicazioni”. E’ l’anno in cui vogliamo commemorare il padre, nonché scienziato italiano realizzatore delle comunicazioni via etere, il grande Guglielmo Marconi. Vogliamo inoltre evidenziare e ripercorrere le tappe che hanno contraddistinto l’evoluzione della tecnologia delle radiotelecomunicazioni e per l’occasione abbiamo intervistato Filippo Pacelli, maresciallo della Marina Militare Italiana, autore di numerosi scritti e amante ed esperto della vita e delle opere del grande luminare. Lo abbiamo trovato qui, nella fredda terra di Germania, durante la presentazione del suo ultimo libro “Passione Radio e Onde Elettriche, tra mitologia storia e curiosità” negli stands della “Fiera internazionale del Libro”, che si è tenuta dal 10 al 14 ottobre 2007 a Francoforte. Gli chiediamo, ma perché l’anno del radio ricordo? L’anno del Radio Ricordo -ci dice Pacelli- è l’evento nato soprattutto per la grande passione che mi lega allo scienziato e organizzato grazie alla collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Loreto, della Regione Marche, del Comando in Capo dell’Adriatico Marina Militare, dell’A.R.I. sezione Marche e del C.S.P. Centro Studi Portorecanatesi. Tramite la manifestazione, a cui hanno partecipato numerosi personaggi illustri tra cui la contessa Leopardi, discendente diretta del poeta, ho voluto celebrare sia Guglielmo Marconi (con il fortunato appoggio della Principessa Elettra, figlia dello scienziato) e sia il Marchese Comandante Luigi Solari (onorato dalla presenza del Marchese Luigi Solari Jr., nipote del cittadino Loretano), suo miglior collaboratore e uomo fidato. Narrava infatti il Marchese Solari: “…e l’idea divenne in lui una vera ossessione. Notte e giorno…”. Egli -continua il maresciallo Pacelli- cercava di padroneggiare le onde elettriche e di trasformare le oscillazioni in segnali ben definiti, quindi di riceverli e in qualche modo di registrarli a distanze definite. Fu nella villa paterna di Pontecchio nei pressi di Bologna, che il grande uomo ancora ventenne, con Rocchetti di Ruhmkorff, accumulatori, rotoli di filo di rame, pile, sfere di ottone, tasti Morse, campanelli elettrici, ininterrottamente eseguiva esperimenti con principi fisici già conosciuti all’epoca. Prima di quel periodo nessun uomo di scienza riuscì in ciò che realizzò quel ventenne. Finalmente -conclude Pacelli-nella primavera del 1895 i primi deboli segnali riuscivano a farsi strada nell’etere, riuscì per la prima volta in assoluto a trasmettere i tre punti dell’alfabeto Morse che rappresentano la lettera “S”. Ciò che seguirà, è il risultato di un continuo e inarrestabile progresso iniziato proprio nel 1895 per opera dell’illustre Italiano.

Le tappe del Radio Ricordo

70 anni dalla morte del grande scienziato.

20 luglio 1937, muore Guglielmo Marconi. Le radio di tutto il mondo osservano un minuto di silenzio. Da non dimenticare le onorificenze mondiali conferitegli: 16 lauree Honoris Causa, presidente o membro di più di 30 associazioni scientifiche mondiali, 27 onorificenze tra le maggiori quelle di Cavaliere, 12 cittadinanze onorarie.

70 anni dall’entrata in funzione del trasmettitore audio-televisivo di Roma.

A settanta anni dalla scomparsa del padre delle radiotelecomunicazioni ricorre anche ciò che fu la prima trasmissione audio televisiva sperimentale, proprio dalla stazione voluta dallo scienziato e realizzata con la collaborazione del suo più stretto collaboratore comandante, marchese Luigi Solari. Era infatti il 2 dicembre del 1937 che entrava in funzione il trasmettitore audio della stazione sperimentale di televisione di Roma, monte mario.

30 anni dalla nascita della Tv a colori.

Finalmente, proprio nel periodo natalizio del 1977, l’allora ministro delle Poste e Telecomunicazioni Vittorino Colombo comunica, al termine delle edizioni serali del TG1 e del TG2, la nascita ufficiale della televisione a colori in Italia, passo indispensabile per consentire alla RAI di stare allo stesso livello delle principali emittenti europee.

30 anni dalla realizzazione del primo telefonino.

Sono passati circa 50 anni dalla prima descrizione di una rete cellulare per telefonia mobile che risale all’articolo “Phone Me By Air” pubblicato il 28 luglio 1945 dal Saturday Evening Post, nel quale E.K.Jett, il direttore dell’ente federale americano per il controllo delle radio frequenze (FCC), ipotizza uno schema di trasmissione radio cellulare, con suddivisione del territorio in zone di ricetrasmissione, poi chiamate “celle”, entro le quali il segnale radio veniva rimbalzato fino a raggiungere il destinatario, occupando di volta in volta la prima frequenza radio libera, studi che Marconi tempo addietro, già eseguiva con l’ausilio di validissimi tecnici. Ma è nel 1977 che la AT&T e Bell Lab realizza il primo e vero telefonino (cellulare).

30 anni da ciò che segna la nascita della posta elettronica.

Questo anno vede un’altra importante ricorrenza, che nasce da una teoria di una “rete galattica” e che fissa un importante traguardo di una rivoluzione della distribuzione del pensiero umano dai tempi di Gutenberg, si parla ovviamente di ciò che interessa internet. Esattamente trenta anni fa (1977), prende a funzionare una rete creata da Larry Landweber e dall’Università del Wisconsin, chiamata “TheoryNet”, che gestiva il servizio di posta elettronica tra 100 ricercatori della scienza del computer. Il Web iniziava a muovere i primi passi, la nuova rivoluzione del comunicare era già parte dell’umanità.

Per gli appassionati della vita e delle invenzioni di Guglielmo Marconi o per qualsiasi richiesta di informazioni, il maresciallo Filippo Pacelli sarà lieto di rispondervi al numero 349.5707529 oppure all’e-mail filipacelli@libero.it.

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