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Secondo me

La mia prima settimana col Coronavirus

Martedì 24 novembre alla mezzanotte e mezza vengo trasferito dal pronto soccorso al reparto covid dell’Ospedale di Pescara, 2° piano 4° livello del palazzo rosso (una volta adibito alla nascita dei bambini) ed ora prettamente area Covid19. Il dottore viene e mi informa che bisogna dare il consenso ad una cura antivirale: devo farmi due punture alle gambe: principio attivo “Tocilizumab”, nome commerciale ”Roactemra”. E’ una cura contro i reumatismi che ha avuto effetti anche contro il covid: ma li devo autorizzare. Lo faccio.

Il mio letto è il n° 15. Nel mio reparto sono insieme ad altre 4 persone: Nino 86 anni, Armando, Paolo Cinibaldi e dopo un po’ arriva Delfino al letto n° 18. Siamo noi ad occupare questa ala del reparto covid e posso ritenermi fortunato perché Armando, e Nino stanno proprio male… Hanno l’ossigeno in continuo e l’ossigeno ti salva la vita ma ti stringe la faccia e ti fa male. In tutto questo, dopo l’ennesimo tampone naso-gola, la mattina del 24 ho incontrato anche Valentina oss infaticabile, che mi desta schiacciandomi l’alluce del piede destro e mi da la sveglia. La giornata passa, mentre la notte non passa da sola con l’ossigeno al naso e le terapie di cortisone, antibiotico ed eparina (contro i trombi): alla fine una pillolina per dormire ci vuole, se non fosse altro che ci sono molti che urlano e soffrono. Grazie dottore, stanotte forse dormirò tranquillo.

Mercoledì 25 novembre tra urla e grida di chi non sopporta più di stare in reparto, la giornata va avanti. 3 volte al giorno le mie cure non mi abbandonano (cortisone e antibiotico e ossigeno al naso). L’eparina una volta al giorno, e poi vari prelievi tra cui l’emogasanalisi, prelievo di sangue arterioso che è alquanto fastidioso, perchè te lo fanno proprio sul polso e l’arteria non è facile da beccare come la vena. Armando qui di fronte a me soffre tanto e così Nino che sovente urla che vuole andare a casa, poverino. Dietro alle mie spalle una signora urla tanto, e gli oss e gli infermieri impazziscono perché si toglie sempre la maschera d’ossigeno sempre… poverina forse non sta bene di testa. Questo covid acchiappa tutti. Che Dio ce ne liberi.

Giovedì 26 novembre stamattina mi hanno detto che rispondo bene alle cure e che quindi nel pomeriggio mi trasferiranno alla clinica privata Spatocco a Chieti. Dicono che starò meglio, è una fase di cure e degenza per i casi in via di guarigione. Va bene, mi sembra di essere come sballottolato a destra e manca. Ma così hanno deciso e non posso fare nulla. Alle 15 circa mi vengono a prelevare con l’ambulanza, prendo la mia busta con i miei pochi effetti, saluto i compagni di stanza del reparto covid e ringrazio tutti. In ambulanza siamo in 4 ad andare a Chieti. Arriviamo verso le 16 a Spatocco, e dopo dei piccoli disguidi sulla ricezione, riusciamo ad entrare. Mi accompagnano alla stanza 610 del primo piano. Dentro trovo Mario che combatte col covid dall’8 di novembre: stessa trafila… prima Pescara e poi Chieti. Qui continuano le stesse cure. Ho tolto l’ossigeno o meglio, forse da quando sono arrivato con l’ambulanza, se ne sono dimenticati. Ma vabbè!!

Venerdì 27 novembre continua la degenza alla clinica Spatocco, Mario il mio compagno di stanza la passa tra una passeggiata ed una chiacchiera. Alla fine vengo a sapere che abbiamo amicizie in comune: Mario conosce Angelo e Monica. Com’è piccolo il mondo. Mario domani lascia la clinica, può finalmente tornare a casa, è contentissimo. Finalmente finisce il suo calvario durato 3 settimane. Capisco che probabilmente toccherà anche a me la stessa sorte. Sono entrato a Pescara il 23 novembre alle 17,30… quando ne uscirò?? Ce la farò ad uscire per l’Immacolata?? Boh!! Una nota positiva c’è: Andrea oggi è andato da Elena ed ha ritirato un pacco per me. Vari cambi, lametta e rasoio per la barba ed il mio fedele pc portatile. Alle 19 ho ricevuto il pacco regalo… grazie Andrea!!

Sabato 28 novembre… Mario se n’è andato dopo pranzo… oggi ho mangiato trofie ai funghi ed una banana. Veramente buone non c’è che dire… Qui allo Spatocco si mangia bene. Continuano le mie cure, in solitudine… speriamo che duri, mi darebbe fastidio dividere la stanza così presto. Continua la cura con l’eparina, il cortisone e l’antibiotico!!

Domenica 29 novembre… Stamattina è una giornata uggiosa, non piove ma nel pomeriggio sicuramente pioverà, almeno così dicono le previsioni. Mi sono permesso di farmi un piccolo video musicale, così per distrarmi un po’ la testa e poi l’ho condiviso sui social… anche un modo per ringraziare chi attraverso facebook o whatsapp ha fatto sentire la propria vicinanza. Oggi a pranzo mi hanno portato ravioli con macinato e funghi e poi per secondo un vitelllino col sughetto. Per dolce un budino al cioccolato. E’ dura stare solo così, io e la mia polmonite: quando tossisco mi fa ancora male il petto. Penso comunque che me la porterò dietro per un po’. Chissà cosa mi diranno domani i medici, speriamo ci siano segnali positivi. Oggi ho montato un po’ di video, e mi sono portato avanti con il lavoro d’ufficio. Continuano le mie cure con cortisone, eparina e antibiotico in endovena.

Oggi mi sento di salutare tutte le persone che mi hanno scritto, e che ringrazio di cuore ❤️, in questa maniera un po’ particolare. Continuo le mie cure di antibiotici e cortisone qui in isolamento. Ma la vita va avanti e mi sento di dirvi: Abbasso il COVID 19… Non ci sconfiggerà, riusciremo con la positività a rialzarci e sconfiggerlo.

Lunedì 30 novembre. Con oggi è una settimana che sto tra ospedale e clinica. Non passa più. Oggi solita siringa di cortisone. Unica nota positiva non faccio più la flebo di antibiotico. Iniziamo la mattina con 2 pillole di gastroprotettivo e poi siringone di cortisone. In tarda mattinata c’è stata la visita della dottoressa della clinica Spatocco e del suo staff. Il mio quadro clinico è in miglioramento. Domani devo fare il 1° tampone da quando sono qui (il 3° con i 2 fatti a Pescara). Giovedì 3 dicembre farò il 2° tampone. Se tutto va bene entro sabato potrò uscire, speriamo bene. Ultima sorpresa di oggi, è arrivato un nuovo inquilino in stanza, Marco. Divideremo questi giorni insieme, è una persona educata e tranquilla e sicuramente ci rispetteremo.

Se ti va continua la lettura del mio racconto-storia del covid-19 https://www.paologarrisi.blog/2020/12/05/finalmente-a-casa-bye-bye-covid/

Tags : coronaviruscovid-19covid19RoactemraTocilizumab
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