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Tecnologia

Corso Media Alta Tensione

Ho iniziato il 12 giugno 2023 presso le scuole sottufficiali della M.M. di Taranto, il corso IMAT (corso per la condotta degli impianti di media e alta tensione) che tratterà norme e istruzioni su come operare in presenza di impianti, appunto, funzionanti con media e alta tensione. Ma cosa sono e come si elencano in dettaglio queste varie tensioni presenti nella nostra vita? Eccole…

Media e Alta Tensione Elettrica: Fondamenti e Implicazioni

Introduzione: L’energia elettrica è un elemento indispensabile nella nostra società moderna, alimentando praticamente tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Tuttavia, dietro alle prese e agli interruttori che utilizziamo tutti i giorni, si cela un sistema complesso e sofisticato noto come rete di distribuzione elettrica.

Cos’è la media e alta tensione elettrica? La tensione elettrica viene misurata in volt (V) ed è responsabile del trasferimento di energia attraverso il sistema di distribuzione elettrica. La media tensione elettrica si riferisce a valori compresi generalmente tra 1 kV (kilovolt) e 36 kV, mentre l’alta tensione elettrica è solitamente superiore a 36 kV.

La trasmissione dell’energia elettrica ad alta tensione: L’energia elettrica prodotta nelle centrali viene trasferita attraverso linee di trasmissione ad alta tensione per coprire lunghe distanze. L’utilizzo dell’alta tensione consente di ridurre le perdite di energia durante il trasporto, grazie alla legge di Joule. Questo significa che una maggiore quantità di energia può essere consegnata alle utenze finali in modo efficiente.

La legge di Joule ha implicazioni significative nell’ambito dell’energia elettrica. Ad esempio, quando una corrente elettrica passa attraverso un filo elettrico con resistenza, parte dell’energia viene dissipata sotto forma di calore a causa dell’effetto Joule. Questa dissipazione di energia può essere indesiderata in alcune situazioni, come quando si desidera massimizzare l’efficienza di un sistema elettrico.). Questo significa che una maggiore quantità di energia può essere consegnata alle utenze finali in modo efficiente.

Sottostazioni di trasformazione e distribuzione: Le sottostazioni elettriche sono punti chiave nella rete di distribuzione elettrica, in cui l’energia ad alta tensione viene trasformata in media o bassa tensione per l’utilizzo da parte delle utenze. Queste sottostazioni consentono la distribuzione dell’energia verso aree specifiche, garantendo che sia fornita alla tensione appropriata per scopi residenziali, commerciali o industriali.

Implicazioni e benefici dell’alta tensione:

  • Efficienza energetica: l’utilizzo di alta tensione nella trasmissione dell’energia riduce le perdite e migliora l’efficienza complessiva del sistema.
  • Riduzione dei costi: una minore perdita di energia significa minori costi di produzione e distribuzione, che possono riflettersi in bollette elettriche più contenute per i consumatori.
  • Maggiore capacità di trasporto: l’alta tensione consente di trasportare grandi quantità di energia su lunghe distanze, supportando la crescita delle reti di distribuzione e soddisfacendo la domanda energetica in espansione.

Lavorare con tensioni elevate presenta sfide uniche in termini di sicurezza. Sistemi di isolamento affidabili, dispositivi di protezione e procedure di manutenzione regolari sono fondamentali per garantire la sicurezza del personale coinvolto nell’installazione e nella manutenzione dei sistemi elettrici ad alta tensione che si dettagliano su questi numeri:

  • Media Tensione (MT) che indica una tensione compresa tra 1.000 e 30.000 Volt in CA o 1.500 e 30.000 Volt in CC;
  • Alta Tensione (AT), invece, indica una tensione compresa tra 30.000 e 150.000 Volt sia AC che DC;
  • Altissima Tensione (AAT) con tensioni superiori a 150.000 Volt.

Le fonti del diritto e ordinamento legislativo (12/06/2023)

Oggi come inizio del corso IMAT (Media-Alta Tensione) abbiamo sancito l’importanza della tutela della salute e sicurezza sul lavoro… esso oltre che un valore etico è un principio affermato esplicitamente dal nostro Ordinamento. Ecco alcuni principi:

PRINCIPI COSTITUZIONALI

ART. 32 COSTITUZIONE
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti

ART. 41 COSTITUZIONE
L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale
o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

ART. 2087 CODICE CIVILE
L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

ARTICOLO 437 CODICE PENALE
Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro – Chiunque omette
di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul
lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia è punito con la reclusione da sei mesi a cinque
anni. Se dal fatto deriva un disastro o un infortunio, la pena è della reclusione da tre a
dieci anni.

ARTICOLO 451 CODICE PENALE
Omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro – Chiunque, per
colpa, omette di collocare, ovvero rimuove o rende inservibili apparecchi o altri mezzi destinati alla estinzione di un incendio, o al salvataggio o al soccorso contro disastri o infortuni sul lavoro, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da Euro 103 a 516.

ARTICOLO 589 CODICE PENALE
Omicidio colposo – Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona, . . . se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, . . . è
punito con la reclusione da uno a cinque anni.

ARTICOLO 590 CODICE PENALE
Lesioni personali colpose. Chiunque cagiona ad altri, per colpa, una lesione personale . . con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro . . è punito, se le lesioni sono lievi, con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a Euro 516;
se le lesioni sono gravi con la reclusione da due a sei mesi o con la multa da Euro 206 a 619;
se le lesioni sono gravissime con la reclusione da sei mesi a due anni o con la multa da Euro 619 a 1239.

COLPA
Il reato è colposo, o contro l’intenzione, quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.

CONTRAVVENZIONI
in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Le violazioni ai principali obblighi di prevenzione
previsti dal D.Lgs.81/08 costituiscono reati penali contravvenzionali, che possono essere sanzionati:
• con il solo arresto
• con la sola ammenda
• con la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda
(in quest’ultimo caso di applica lo strumento della prescrizione previsto dal D.Lgs. 758/94)

I soggetti della sicurezza sul lavoro

IL NOSTRO ORDINAMENTO DIVIDE I SOGGETTI IN:
CREDITORI DI SICUREZZA: LAVORATORI
DEBITORI DI SICUREZZA: DATORE DI LAVORO, DIRIGENTI, PREPOSTI, LAVORATORI.

ATTORI DELLA SICUREZZA: DATORE DI LAVORO, RSPP e ASPP, MEDICO COMPETENTE, DIRIGENTI, PREPOSTI, LAVORATORI, RLS, ADDETTI ANTINCENDIO E PRIMO SOCCORSO.

DATORE DI LAVORO
Soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria
attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni, per datore di lavoro si intende
il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.

DIRIGENTE
Persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro
organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa. Non è soggetto al potere gerarchico da parte di altri lavoratori subordinati ma è soggetto solo a quello del datore di lavoro.

PREPOSTO
Persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa
e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione
da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.

LAVORATORE
Persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione,
esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.

Le figure specifiche del sistema di prevenzione
«Responsabile del servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.
«Addetto al servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32, facente parte del servizio di prevenzione e protezione dai rischi.
« Servizio di prevenzione e protezione dai rischi»: insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori.

MEDICO COMPETENTE: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all’articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto all’articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto.

RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI SULLA SICUREZZA: persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro.

Abbiamo poi analizzato il Decreto del Presidente della Repubblica n. 547 del 27/04/1955
Norme per la prevenzione degli infortuni, Gazzetta Ufficiale Italiana n. 158 del 12/07/1955

Norme per la prevenzione infortuni sul lavoro d.p.r. n.547/1955

E’ un primo passo verso la normativa vigente, ma l’aspetto “prevenzione per gli infortuni sul lavoro” non viene citato assolutamente ed ecco perchè la norma verrà abrogata. Essa è più una legislazione che parlerà a carattere generale delle caratteristiche degli impianti elettrici, più una linea guida tecnica per le aziende dove non c’è posto per il lavoratore e la sua sicurezza e soprattutto non si parla di prevenzione. http://www.sansepolcroliceo.it/sicurezzamiur/normativa/1955-dpr-547-tit7.htm#Titolo07

Programmazione e gestione della sicurezza d.lgs. n.626/1994 (13.06.2023)

Con questa norma si introduce un diverso concetto di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Si
passa infatti da un’analisi oggettiva legata prevalentemente alla conformità tecnica degli
strumenti utilizzati nella produzione e degli ambienti, all’attenzione focalizzata alla persona. Il
concetto di prevenzione diviene centrale e non si risolve più nel semplice rispetto di norme
tecniche ma approda alla valutazione preventiva dei rischi per la persona. Il D.Lgs. 626 rappresenta il recepimento nel diritto nazionale di una serie di direttive comunitarie, si compone di 10 titoli e di 13 allegati; le direttive recepite sono 8, con la finalità di modernizzare i processi di lavoro finalizzati alla sicurezza.

Visita alla centrale elettrica di Manganecchia – Taranto (14.06.2023)

La centrale elettrica di Manganecchia (Taranto) è la centrale elettrica che riceve la 150 kV dal gestore nazionale e che invia trasformandola, attraverso 3 trasformatori ad olio, la 18 kV per dare alimentazione al Marinarsen Taranto. Uno degli aspetti interessanti della visita è stato lo studio in dettaglio dei tralicci di alta tensione 150 kV dell’Enel. Ecco come si compone un traliccio di alta tensione.

I tralicci

I tralicci sono strutture reticolari realizzate con profilati di acciaio zincato con sezioni a L o a T. Questo tipo di strutture permettono di ridurre al minimo la quantità di metallo utilizzato, offrire una bassa resistenza al vento e ridurre l’impatto visivo della struttura. Si definisce “campata” la parte di conduttore di energia compresa tra due sostegni. Ogni sostegno è formato da:

  • fondazioni: parte interrata in acciaio e calcestruzzo;
  • tronco o fusto: parte verticale;
  • mensole: parti del sostegno che sporgono in direzione trasversale rispetto al fusto, alle quali vengono connessi i conduttori (mediante interposizione degli isolatori);
  • cimino (o cimini): sporgenze verticali superiori, realizzate per connettere al sostegno la fune di guardia sufficientemente in alto da schermare i conduttori dalla fulminazione diretta.

Il conduttore

Il conduttore è quella corda metallica presente tra un sostegno/traliccio e l’altro. Maggiore è la corrente da essere trasportata e maggiore è la sezione del conduttore, motivo per cui viene utilizzato come materiale l’alluminio che, sebbene presenti una conducibilità elettrica inferiore al rame, è caratterizzato anche da densità e costo inferiori.

Inoltre, un minor peso garantirebbe uno sforzo minore all’isolatore e al sostegno stesso.

Il peso delle campate (i tratti di conduttore sospesi a catenaria tra due sostegni successivi), generalmente comprese tra i 200 e i 1.000 metri, dà origine a tiri di diverse tonnellate nei conduttori, pertanto i conduttori sono quasi sempre realizzati in corde bimetalliche composte da fili di acciaio. L’impiego di una fune bimetallica permette di godere dell’alta conducibilità dell’alluminio e dell’alta resistenza meccanica dell’acciaio.

Gli Isolatori

I conduttori non sono isolati da un rivestimento di materiale ad alta rigidità dielettrica. Per evitare cortocircuiti ovvero scaricamenti della tensione sui tralicci metallici e di qui a terra, è necessario assicurare i conduttori alla struttura per mezzo di elementi elettricamente isolanti.
Negli elettrodotti in bassa e media tensione è diffuso l’uso di isolatori rigidi in ceramica o in vetro. Negli elettrodotti in alta tensione le maggiori lunghezze degli isolatori obbligano a ricorrere a catene di isolatori “a cappa e perno” (nome che deriva dal modo in cui sono fissati l’uno all’altro), una serie di dischi concavi realizzati in ceramica o, più comunemente, in vetro temprato ad alta rigidità dielettrica.
In base al numero di elementi che compongono una catena di isolatori è possibile una valutazione preliminare della tensione di esercizio dell’elettrodotto. Considerando che ogni isolatore è dimensionato per un differenza di potenziale pari a circa 15 kV, il numero n di elementi necessari a isolare una linea con livello di tensione Vn può essere approssimato dalla formula n=(Vn/15)+1 e quindi, ad esempio, una linea da 380 kV, sarà caratterizzata da (380/15)+1 isolatori, arrotondabili per eccesso a 27.

Le funi di guardia

Le funi di guardia fungono da parafulmini per i sottostanti conduttori di energia e sono collegate meccanicamente ed elettricamente ai sostegni, che sono a loro volta singolarmente messi a terra. Le funi di guardia quindi, oltre a costituire una protezione diretta dalla fulminazione, mettono in parallelo elettrico i sostegni dell’elettrodotto, riducendo la resistenza di terra globale della linea.

Lavori elettrici ad alta tensione (16.06.2023)

Abbiamo parlato degli obblighi di legge per i lavori elettrici sotto tensione a tensioni superiori a 1000 V a frequenza industriale.

Il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008 e s.m.i. nel seguito indicato semplicemente come “d.lgs. 81/2008” o come “Testo Unico”) dedica il Capo III del Titolo III agli elementi di cui il datore di lavoro deve tener conto per ridurre il rischio di natura elettrica.
Per la maggior parte dei lavoratori il rischio elettrico è il rischio a cui sono esposti a seguito del venir meno delle barriere di sicurezza di cui sono stati dotati gli impianti o le apparecchiature, pertanto solo a seguito di un’errata realizzazione o di incuria nell’uso.
Altri lavoratori, invece, sono esposti a tale rischio poiché svolgono la propria attività lavorativa sugli impianti elettrici stessi, ad esempio per l’esercizio, le verifiche o la manutenzione; ulteriori lavoratori, infine, sono esposti a causa di una attività lavorativa svolta nei pressi di impianti elettrici, come ad esempio la potatura di piante o altre attività nei cantieri edili in presenza di linee elettriche aeree.
Quando un lavoro comporta un rischio elettrico? Quali procedure e accorgimenti devono essere adottati in presenza di rischio elettrico? Quando si ha un lavoro sotto tensione ai sensi dell’art. 82 del Testo Unico? Chi può eseguire lavori sotto tensione?
Per la risposta a questi e ad altri quesiti ad essi collegati il Testo Unico fornisce alcune indicazioni e rimanda per ulteriori particolari alle norme tecniche pertinenti. La norma tecnica internazionale che disciplina i lavori elettrici è la norma CEI En 50110-1:2013.
Le norme tecniche nazionali che disciplinano i lavori elettrici sono la norma CEI 11-27 (di cui a gennaio 2014 è stata pubblicata la IV edizione per allinearla alla norma internazionale) e la norma CEI 11-15 (specifica per i lavori in alta e media tensione).

DEFINIZIONI

PES: persona esperta in ambito elettrico (definizione 3.2.5 della CEI 11-27) Persona con istruzione, conoscenza ed esperienza rilevanti tali da consentirle di analizzare i rischi e di evitare i pericoli che l’elettricità può creare.
PAV: persona avvertita in ambito elettrico (definizione 3.2.6 della CEI 11-27) Persona adeguatamente avvisata da persone esperte per metterla in grado di evitare i pericoli che l’elettricità può creare.
PEC: persona comune (definizione 3.2.7 della CEI 11-27) Persona che non è esperta e non è avvertita.
Supervisione (definizione 3.7.13 della CEI 11-27) Complesso di attività svolte da PES, prima di eseguire un lavoro, ai fini di mettere i lavoratori in condizioni di operare in sicurezza senza ulteriori necessità di controllo predisponendo, ad esempio:

  • ambienti,
  • misure di prevenzione e protezione,
  • messa fuori tensione e in sicurezza di un impianto elettrico o parte di esso,
  • installazione di barriere e impedimenti,
  • modalità d’intervento,
  • istruzioni.

Sorveglianza (definizione 3.7.14 della CEI 11-27) Attività di controllo costante svolta da PES o PAV nei confronti di altre persone generalmente con minore esperienza, in particolare di PEC, atta a prevenire azioni pericolose, derivanti dalla presenza di rischio elettrico, che queste ultime potrebbero compiere (volontariamente e/o involontariamente) ignorandone la
pericolosità. Oltre ad una eventuale supervisione, la sorveglianza va utilizzata in casi particolari, specialmente per lavori complessi.

Posto e postazione di lavoro (definizione 3.3.1 della CEI 11-27) Sito(i), luogo(luoghi) o area(e) dove si svolge, si sta svolgendo od è stato svolto un lavoro.

Zone di interesse per la valutazione del rischio elettrico

Zona di lavoro con rischio elettrico
Zona all’interno della quale sono compresi tutti i lavori con rischio elettrico.
All’interno di tale zona di lavoro devono essere garantite le misure di prevenzione. Nessun estraneo deve entrarvi senza autorizzazione.
È suddivisa in: zona di lavoro sotto tensione, zona prossima, zona di lavoro
non elettrico.
Zona di lavoro sotto tensione (DL) (definizione 3.3.2 della CEI 11-27)
Spazio, delimitato dalla distanza DL, intorno alle parti attive nel quale non è assicurato
il livello di isolamento atto a prevenire il pericolo elettrico.
Zona prossima (DV) (definizione 3.3.3 della CEI 11-27)
Spazio esterno alla zona di lavoro sotto tensione delimitato dalla distanza DV.
Zona di lavoro non elettrico (DA9) (definizione 3.3.4 della CEI 11-27)
Spazio esterno alla zona prossima delimitato dalla distanza DA9.
Ai sensi della legislazione e della normativa sui lavori elettrici (Figura 1.1), i lavori
si dividono in:
• lavori con rischio elettrico e
• lavori senza rischio elettrico significativo.
I lavori con rischio elettrico, a seconda della distanza dai conduttori, possono essere
classificati in
• lavori elettrici e
• lavori non elettrici

Lavoro elettrico
Qualsiasi attività lavorativa che si svolga a distanza minore o uguale alla distanza DV (Tabella A.1, CEI 11-27) da parti attive accessibili di linee e di impianti elettrici o che si svolga fuori tensione sulle stesse parti attive è definita “lavoro elettrico”, in quanto espone il lavoratore a rischio elettrico, sia che operi direttamente sulle parti attive in tensione o fuori tensione dell’impianto elettrico, sia che svolga lavori di qualsiasi natura in prossimità di un impianto elettrico [CEI 11-27, punto 3.4.2].

Lavoro non elettrico
Il lavoro svolto a distanza minore di DA9 (Tabella 1 – Allegato IX, Testo Unico) e maggiore di DV da parti attive accessibili di linee e di impianti elettrici (costruzione, scavo, pulizia, verniciatura, ecc.) è definito “lavoro non elettrico” [CEI 11-27, punto 3.4.3]. nei titoli degli art. 83 e 117 del Testo Unico è usata la parola “prossimità” per definire la zona delimitata dalla distanza d < DA9. nella norma CEI 11-27 è definita “zona prossima” la zona tale che DL < d ≤ DV. Per evitare confusione tra le due terminologie, nel presente documento si è scelto di riferirsi alla zona di lavoro non elettrico usando a volte la locuzione “in vicinanza”, che compare nel testo dell’art. 83 del Testo Unico.

Lavoro senza rischio elettrico significativo
Se il lavoro è svolto a distanza maggiore o uguale a DA9 da parti attive non protette o non sufficientemente protette allora tale lavoro può ritenersi senza rischio elettrico significativo [CEI 11-27, punto 1], a condizione che il limite di cui all’Allegato IX del Testo Unico sia rispettato (il rispetto dei limiti di cui all’Allegato IX del Testo Unico è ritenuta, quindi, una condizione sufficiente ai fini della sicurezza elettrica).

Lavoro sotto tensione
Lavoro in cui un lavoratore deve entrare in contatto con le parti attive in tensione o deve raggiungere l’interno della zona di lavoro sotto tensione con parti del suo corpo o con attrezzi, con equipaggiamenti o con dispositivi che vengono da lui maneggiati [CEI 11-27, punto 3.4.4]. Si svolge a distanza minore o uguale alla distanza DL (Tabella A.1, CEI 11-27) da parti attive accessibili. Sono considerati lavori sotto tensione anche quelli eseguiti sulle parti attive di un impianto elettrico che sono fuori tensione ma non sono collegate a terra ed in cortocircuito (art. 2, lett. b, d.m. 4 febbraio 2011).

Lavoro in prossimità di parti attive
Lavoro in cui un lavoratore entra nella zona di lavoro in prossimità con parti del proprio corpo, con un attrezzo o con qualsiasi altro oggetto senza invadere la zona di lavoro sotto tensione [CEI 11-27, punto 3.4.5]. Si svolge a distanza minore o uguale di DV e maggiore di DL da parti attive accessibili.

I lavori con rischio elettrico
Con riferimento alla figura 1.1, che trae spunto dalla tabella A.1 della CEI En 50110-1:2013 e dalla Tabella 1, Allegato IX, del d.lgs. 81/2008, sono lavori con rischio elettrico i lavori svolti nella zona di lavoro sotto tensione (d ≤ DL), nella zona di lavoro in prossimità (DL < d ≤ DV) e nella zona di lavoro non elettrico (DV < d < DA9).
I lavori che si svolgono nella zona di lavoro sotto tensione e nella zona di lavoro in prossimità sono disciplinati dall’art. 82 del d.lgs. 81/2008, mentre i lavori che si svolgono nella zona di lavoro non elettrico sono disciplinati dall’art. 83 (art. 117 se i lavori si svolgono in un cantiere) del d.lgs. 81/2008. Per poter applicare l’art. 82 del d.lgs. 81/2008 è necessario conoscere la classificazione dei sistemi elettrici.
Per sistema elettrico si intende la parte di un impianto elettrico costituito da un complesso di componenti elettrici aventi una determinata tensione nominale. La classificazione dei sistemi elettrici sulla base della loro tensione nominale, di interesse per l’applicazione del d.lgs. 81/2008, può essere trovata nell’Allegato IX al decreto stesso ed è riportata per comodità nella tabella 1.1. Qualora la tensione nominale verso terra sia superiore alla tensione nominale tra le fasi, agli effetti della classificazione del sistema si considera la tensione nominale
verso terra.

Sistemi elettrici e protezione da contatti indiretti (20.06.2023)

Si definisce SISTEMA ELETTRICO la parte di impianto elettrico costituita dai componenti elettrici aventi una determinata TENSIONE NOMINALE (d’esercizio).
Un sistema elettrico è composto oltre che dalla TENSIONE NOMINALE, anche dalla TENSIONE NOMINALE VERSO TERRA.

CategoriaVac (volt)Vdc (volt)Tipo tensione
0 (zero)Vn ≤ 50Vn ≤ 120bassa tensione
I (prima)50 < Vn ≤ 1000120 < Vn ≤ 1500bassa tensione
II (seconda)1000 < Vn ≤ 300001500 < Vn ≤ 30000alta tensione
III (terza)Vn > 30000Vn > 30000alta tensione

Il guasto a terra, provocato da una perdita di isolamento tra un conduttore in tensione e una massa, rappresenta una problematica impiantistica che arreca danno alle installazioni elettriche e soprattutto rappresenta un pericolo per le persone; queste ultime infatti potrebbero trovarsi in contatto con una parte conduttrice normalmente non in tensione ma che, a causa del guasto, viene a trovarsi ad un potenziale pericoloso.

Visita alla centrale elettrica di Marinarsen Taranto (20.06.2023)

Visita alla centrale elettrica di Maristanav Taranto (21.06.2023)

Tags : media alta tensione
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